Prove penetrometriche

Le prove penetrometriche costituiscono un sistema molto diffuso per la valutazione indiretta delle caratteristiche meccaniche dei terreni e consistono nell’infissione all’interno del suolo di una punta conica o di un campionatore con caratteristiche e metodologie variabili, anche direttamente in foro di sondaggio.

Le prove penetrometriche possono essere di varia tipologia:

  • le prove penetrometriche statiche (CPT) consistono nella misura della resistenza alla penetrazione di una punta conica di dimensioni e caratteristiche standardizzate, infissa a velocità costante, mediante un dispositivo di misura elettrico o meccanico;
  • le prove penetrometriche statiche con misura delle pressioni interstiziali (CPTU) vengono eseguite mediante penetrometro elettrico tramite una punta attrezzata con piezocono che consente la misura delle pressioni neutre durante la sollecitazione indotta;
  • le prove penetrometriche dinamiche tipo SPT sono eseguite in foro di sondaggio e consistono nell’infissione di un campionatore (in terreni medio-fini) o di una punta conica stardard (in terreni grossolani), misurando il numero di colpi necessario all’avanzamento di 15 cm in 3 fasi (45 cm complessivi);
  • le prove penetrometriche dinamiche tipo DPSH consistono nell’infissione continua di una punta conica standard fino alla profondità prefissata, misurando il numero di colpi necessario alla penetrazione ogni 30 cm.

I risultati delle prove penetrometriche sono correlati indirettamente ai parametri di resistenza al taglio del terreno mediante relazioni più o meno supportate da dati sperimentali e reperibili nella letteratura scientifica.

Questo metodo di indagine, di tipo indiretto, viene comunemente associato ad una prospezione diretta (tramite sondaggi e/o scavi), per avere un quadro litostratigrafico e geotecnico più completo ed affidabile.