Terre e rocce da scavo

Le terre e rocce da scavo sono rappresentate da tutto quel materiale che viene asportato per la realizzazione di qualunque tipologia di opera ingegneristica (edifici, rete viaria o ferroviaria, opere in sotterraneo). Tale materiale non è esclusivamente un rifiuto, al contrario può trasformarsi in una importante risorsa!

Secondo il Decreto del Presidente della Repubblica 120/2017, le terre e rocce da scavo possono divenire un “sottoprodotto” qualora la loro composizione chimica rispetti i requisiti di qualità ambientale. Se i requisiti non dovessero essere soddisfatti, allora il terreno o la roccia escavata dovranno seguire una destinazione differente.

La verifica dei requisiti normativi viene effettuata tramite la raccolta di campioni di terreno attraverso sondaggi a carotaggio continuo oppure tramite scavi. I campioni di terreno vengono sottoposti ad analisi chimiche presso l’ARPA territoriale, o in laboratori equipollenti. Il terreno raggiunge i requisiti di qualità quando le concentrazioni dei suoi componenti sono comprese all’interno dei valori stabiliti dalla normativa 152/2006 per la Concentrazione Soglia di Contaminazione.

Un “sottoprodotto” può essere riutilizzato all’interno del sito di produzione, o in altro sito, per: rinterri, rilevati stradali o ferroviari, argini, dighe in terreno, miglioramento delle qualità ambientali di un sito.